MoroteukeNel karate, e in modo particolare nello shotokan, si è sempre data molta importanza all’aspetto dell’ uke-kime, dove appunto, l’atto della parata a due braccia  viene concepita per imprimere una potenza maggiore d’impatto all’arto coinvolto nella parata.
Collaborando con alcune forze dell’ordine ho avuto modo di visionare vari filmati e in questa ricerca è risultato evidente che negli scontri fisici tra forze dell’ordine e manifestanti, i quali molto spesso utilizzano, bastoni, coltelli, spranghe e altri oggetti contundenti , le parate doppie sono risultate le più sicure e le maggiormente idonee a proteggersi contro questi tipi di assalto, dando la possibilità immediata di bloccare o colpire l’attaccante.
L’aspetto che balza maggiormente all’occhio in questa ricerca, è sicuramente quello che in questi casi le parate doppie non vengono intese solo come protezione ma soprattutto offrono la possibilità di contrattaccare con estrema rapidità e di accorciare   significativamente i tempi di risposta tra parata e contrattacco; tutto ciò  non solo a mani nude ma anche con l’ausilio di bastone, sfollagente o tonfa.
Nel karate antecedente al Maestro Funakoshi le parate doppie venivano utilizzate (vedi libro di  Choki Motobu) non tanto come “atto di esclusiva forza”, ma piuttosto come metodo di concatenamento tra la parata e contrattacco: in questo modo si dimezzava il tempo di risposta tra difesa contro attacco.
Risulta, quindi evidente che se vediamo tale tipo d’applicazione sotto questo punto di vista le parate doppie che troviamo nei kata del karate ci offrono la possibilità di difenderci contro attacchi forti e contundenti come pure contro attacchi ritmati o concatenati(renzuku-waza).
L’obiettivo di questo metodo di parare utilizzando le due braccia contemporaneamente appare evidente: si para un pugno o un calcio: simultaneamente si prepara l’altro arto ad annullare qualsiasi ulteriore attacco dell’avversario chiudendogli ogni possibilità di offesa mettendolo in condizione di non potersi sottrarre dal  nostro contrattacco. In questo modo la parata si può trasformare in tsukami-uke (parata con presa), o in tsukami-yose (parata con strattone).
L’atteggiamento (kutsu) deve essere quello di forza e allo stesso tempo di cedevolezza: il go e il ju. Anche quando ci si allena senza avversario l’idea è quella di sviluppare il metsuke (contatto con bersaglio immaginario); mentre nella realizzazione contro l’avversario la parata doppia deve servire a chiudergli la distanza, tirandolo, pressandolo e strattonandolo fino a chiudergli lo spazio vitale  annullandone ogni altra possibilità di replica.