Le difficoltà della praticaIl problema più consistente da affrontare nella pratica delle arti marziali, nel contesto odierno, è senz’altro la mancanza di tempo da trascorrere assieme al maestro, quel poco che si ha è il peggiore della giornata, dopo il lavoro, al termine di una giornata è difficile applicarsi con la giusta energia, un diverso approccio potrebbe aiutare l’allievo dubbioso a superare quei momenti di stallo che si presentano giorno dopo giorno nella pratica, anche perché così facendo l’adepto potrebbe scoprire che chi gli sta di fronte è oppure non è un vero maestro e altrettanto potrebbe fare il maestro nei confronti dell’allievo.

Quando all’adepto gli si presenta uno dei tanti problemi inerenti alla pratica del karate-do la prima reazione è di risolverlo col raziocinio, con l’intelletto, oppure di ritirarsi o peggio ancora di aggirare l’ostacolo, posponendolo, pensando erroneamente di averlo risolto, solitamente quest’atteggiamento porta, in seguito, a far divenire ancora più grande e insuperabile l’ostacolo fino a che non si ripresenta di nuovo e assai più grande e insormontabile.Ciò che il praticante pensa di sapere o di avere capito non corrisponde assolutamente all’esperienza del maestro, spesso si crede che praticando un’arte marziale ci si dovrebbe divertire, come succede normalmente nello sport, invece la pratica seria crea dei conflitti interni, se questo non succede e perché la disciplina non è affrontata col giusto atteggiamento, il compito del maestro è, attraverso il karate, creare tensione, mentre quello dell’allievo è cercare di superarle e non quello di eluderle, la volontà di comportarsi adeguatamente ad ogni stimolo è la precondizione per elevarsi ad un livello superiore.
Affrontare la vita, giorno dopo giorno, in modo affaticato e senza entusiasmo sono sintomi di scarsa applicazione anche nel budo, la pratica di un’arte marziale non avviene solo nel dojo, sentirsi sfortunati o perseguitati nella vita è il risultato di un atteggiamento assente e non del “qui ed ora”che si pretende da un budoka.

Il valore del budo sta nell’esercitarsi al sacrificio e solo attraverso questo presupposto che si arriva ad essere vigile e pronto ad ogni evenienza, anche alla morte.

Nel karate-do tutto può essere superato oppure no, ciò dipende esclusivamente da noi.
Anche il più piccolo problema può divenire grande e da questo contesto nessuno è escluso.

Le arti marziali insegnano a superare le difficoltà ma non tutti sono disposti a provarci, sostanzialmente si crede che l’unico aiuto che può dare il karate al praticante è esclusivamente tecnico-fisico, giacché si pratica col fisico spesso si crede che l’unica via sia quella, eppure basta osservare maestri più esperti per capire che c’è qualcosa che trascende la mera forza fisica e attinge da una fonte più grande e potente, la mente.

Per un neofito praticare un’arte marziale vuole dire puntare al grado, la cintura nera, infatti, è per molti un punto d’arrivo che offusca valori ben più importanti, pochi si preoccupano veramente se quello che stanno facendo abbia un valore spirituale e non solo di profitto personale.

Ben presto ci si rende conto che l’entusiasmo di una vittoria in gara o l’acquisizione della cintura nera non sono sufficienti per praticare col giusto atteggiamento e per tutta la vita, nel budo il giusto atteggiamento è un presupposto fondamentale per una pratica che trascende dall’esclusiva fisicità.