L'importanza del Ma-ai nel KumiteSebbene nel combattimento tutti gli sforzi sono indirizzati a “vincere”,  diversi sono i metodi  di combattere e sopratutto di imporsi sull’avversario.
Qualsiasi metodo, stile o arte si scelga, uno dei fattori più importanti è sicuramente la distanza tra noi e l’avversario.
Una distanza corretta ci permette di tenere l’avversario sotto controllo, intercettando, eludendo e/o parando anche i colpi più letali.
La distanza e la tattica di combattimento sono gli ingredienti essenziali per poter combattere efficacemente, in giapponese ma-zumori, costruire la propria distanza.
Sostanzialmente esistono diverse “misure” anche se nel karate le distanze più usate sono tre: lunga, media e corta, molti praticanti ne sanno padroneggiare solamente una, al massimo due.
La strategia   migliore è sicuramente quella della distanza media: da tale distanza è possibile leggere in anticipo le tecniche dell’avversario, anticipare le sue azioni e/o eluderle per rientrare velocemente, tuttavia ciò comporta sapere padroneggiare spostamenti e affondi molto veloci e istintivi.
Anche la distanza ravvicinata del corpo a corpo che,  per una impostazione agonistica parziale viene scarsamente allenata, rappresenta una grande opportunità  di chiudere l’incontro con un ko da entrambe le parti, proiettando l’avversario  finalizzandolo al suolo con una tecnica di percussione.
Naturalmente la distanza va appropriata alle nostre capacità tecniche e alla nostra struttura fisica: copiare la distanza da altri che fisicamente e tecnicamente sono diversi da noi potrebbe renderci vulnerabili nella postura difensiva e inefficaci nell’attacco.
Il karateka esperto è consapevole che le tre distanze vanno appropriate, elaborate e assimilate per essere in grado in una situazione di combattimento di variarle, gestirle e adattarle alle reali esigenze di lotta.
Nella dinamica del kumite Il concetto di ma-hazure, non avere più la giusta distanza, è molto spesso trascurato  da molti atleti agonisti, a causa di un regolamento arbitrale che tende a fermare l’incontro quando si entra in clinch con l’avversario, nondimeno “obbligare” l’avversario a scattare e a sbagliare la valutazione della distanza corretta è sicuramente un lavoro di tattica e strategia fondamentale per poter combattere efficacemente.
Nel Karate l’apprendimento  delle tecniche di “ma-ai” deve essere  in funzione di un sviluppo esponenziale delle nostre capacità tecniche ma sopratutto delle nostre esperienze di lotta: a sessant’anni non possiamo combattere allo stesso modo di quando ne avevamo venti; tuttavia, neppure possiamo perdere contro un vent’enne, pertanto, a sessant’anni bisogna arrivare a  ” dominare” le tre distanze per essere efficaci e completi: come  diceva un grande maestro di spada a novant’anni  “…io non eseguo lo spostamento, sono lo spostamento”.